Riccardo Duranti, Svirgolando per il paradosso

Svirgolando per il paradosso
impresso dall’arciere
– il dio del vuoto presunto –
avanzano paralleli
sciami di frecce
scoccate in simultanea
dagli archi simmetrici
(dello zero)
e lente ma inesorabili
ci trafiggono
all’infinito
da parte a parte…

*

Scuttling through the paradox
imparted by the archer
– god of the assumed vacuum –
swarms of arrows
progress in parallel
shot at the same time
from the symmetrical bows
(of the zero)
and slowly but inexorably
they do pierce us
for ever and ever
through and through…

(Inedito; traduzione dell’Autore)

https://poesiaultracontemporanea.wordpress.com/2018/04/01/riccardo-duranti-svirgolando-per-il-paradosso/

Alberi a fronte di Annalisa Comes e Costanza Ferrini

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Annalisa Comes e Costanza Ferrini, Alberi a fronte
Versi-segni. Testo francese a fronte

Dicono di noi:
Segni e versi si rincorrono in queste pagine scambiandosi continuamente i ruoli: parole che traducono disegni e disegni che traducono parole. Insieme, entrambi traducono quel miracolo della natura che è l’albero in sensazioni, immagini, armonia, musica. Per chi ama la bellezza che emana dagli alberi…

Malanotte da esportazione…

20180320_1Parole al confine della notte: incontro con Marilina Giaquinta
Stampa, Ciäsa Granda, sabato 17 marzo 2018, ore 20.00

In attesa della pubblicazione in traduzione tedesca di Malanotte, prevista nel corso del 2018 per i tipi di Launenweber Verlag di Colonia, Marilina Giaquinta è stata ospite, insieme alla sua traduttric20180320_2e Barbara Pumhösel, alla Ciäsa Granda di Stampa (CH) – la Casa Museo di Alberto Giacometti – nell’ambito di Laboratorio italiano, frutto della pluriennale collaborazione tra Casa dei traduttori Looren e Pgi Bregaglia e sostenuto anche da Göhner Stiftung, Fondazione Villa Garbald e Pro Helvetia. Con letture a due voci di Marilina Giaquinta e Anna Nicoli.

http://www.pgi.ch/index.php/centri-regionali/bregaglia/pgi-bregaglia/1814-parole-confine-notte

 

Riccardo Duranti, Trovò il suo cammino

Trovò il suo cammino
ridisegnato da jersey di plastica
bianchi e rossi
zavorrati da lacrime e sudore.

La deviazione lo condusse
impercettibilmente
su tutto un altro piano:
si sentì un po’ preso in giro
e un po’ per mano.

Poi scavalcò deciso
gli ostacoli e la trappola
ma si ritrovò lo stesso
in un diverso altrove.

(Inedito)
11 marzo 2018

https://poesiaultracontemporanea.wordpress.com/2018/03/11/riccardo-duranti-trovo-il-suo-cammino/