Dietro l’arazzo – romanzo di Lenny McGee (tr. R. Duranti)

isbn dietro l'arazzo

Dietro questo codice a barre si nasconde Dietro l’arazzo, dietro cui continuerebbe a nascondersi Thomas Shelton, dublinese, che fu il primo al mondo a tradurre (e pure bene) il capolavoro di Miguel de Cervantes y Saavedra, se il suo conterraneo Lenny McGee, a distanza di quattro secoli, non l’avesse scovato  per narrarne la  storia di ribelle, esule, messaggero e primo traduttore del Don Chisciotte, risarcendolo della lunga oscurità.

dietro l'arazzo

Partendo dai (pochi) dati storici in nostro possesso e riempiendo i vuoti con la fantasia, Lenny McGee ci offre un racconto ricco di storia e di passioni che ci trasporterà nell’Europa tra il XVI e il XVII secolo, lacerata da conflitti, ma percorsa dall’insopprimibile esigenza di comunicare e condividere idee ed emozioni.

Le impressioni dei lettori:
Mi piace fin’ora perché l’autore non considera il lettore qualcuno da imbambolare, ma un complice attivo nello scoprire la vicenda…

La cosa più interessante è cercare di capire quali personaggi sono realmente esistiti e quali frutto di fantasia

Neanche un momento di noia, nonostante la mole

La recensione di Paolo Simonetti:
Il mio 2016 si chiude con una piacevole scoperta: «Dietro l’arazzo» di Lenny McGee, ottimamente tradotto, pubblicato e consigliato da Riccardo Duranti, la cui @CoazinzolaPress vola sempre più in alto.
Chi mi conosce sa che amo don Chisciotte – con cui mi sono sempre identificato, non solo per l’altezza e la “triste” figura dinoccolata; come potevo quindi non apprezzare questo romanzo, che racconta la vita dell’irlandese Thomas Shelton, il primo traduttore del capolavoro di Cervantes in inglese, vissuto a cavallo tra il sedicesimo e il diciassettesimo secolo?
La storia è ambientata tra Spagna, Irlanda e Inghilterra (con puntate anche in Italia) e procede con un ritmo serrato, attraverso un’alternanza di dialoghi, brani epistolari, email (nella cornice contemporanea della storia) e flussi di coscienza dei personaggi; ad essere bandite sono proprio le parti descrittive, quasi a voler negare una figura di narratore – o a mettere in scena diversi narratori che si passano il testimone di volta in volta. Tra i personaggi figura, oltre a Miguel de Cervantes Saavedra in persona, anche Will Shakespeare (e tra i cammei svelo solo quello di Lope de Vega!), stabilendo finalmente un collegamento tra i due padri della letteratura moderna: il creatore del romanzo e della paranoia, l’inventore dell’essere umano e del complotto. Ma a ben guardare la vera protagonista del romanzo è proprio la traduzione in tutte le sue forme, quel fenomeno paradossale che, se fatta come si deve, produce qualcosa “uguale ma diversa”.
I font originali – anch’essi uguali ma diversi – che si alternano tra le pagine rendono l’esperienza di lettura davvero agevole e contribuiscono a movimentare una trama già di per sé avvincente. E dopo la lettura, il dorso rosso carminio di quest’edizione raffinata e preziosa spicca con eleganza sullo scaffale della mia libreria – che in mancanza di arazzi risolleva decisamente il tono del mio salotto!

E sui giornali, scrivono di noi:

Le avventure di Thomas Shelton, Don Chisciotte irlandese, di E. Terrinoni, il manifesto, 7 febbraio 2017

Shelton, un ribelle tra Cervantes e Shakespeare, di R. Colombo, l’Unità, 1 febbraio 2017, p. 15