John Berger (5 November 1926 – 2 January 2017)

Il primo lutto tra gli autori della Coazinzola Press: il 2 gennaio è scomparso John Berger, uno dei più grandi scrittori europei e persona eccezionale. Ci mancherà molto.

Così descriveva la propria vocazione:

Story Tellers

Writing
crouched beside death
we are his secretaries
Reading by the candle of life
we complete his ledgers
Where he ends,
my colleagues,
we start, either side of the corpse
And when we cite him
we do so
for we know the story is almost over.

Narratori

Scriviamo
accucciati ai piedi della morte
siamo i suoi segretari
Leggiamo al lume della vita
e ne compiliamo i libri mastri di pietra
Dove lei finisce,
colleghi miei,
cominciamo noi, ai lati della salma
E quando la nominiamo
è perché ormai
si sa che la storia è quasi finita.

1984
da Il fuoco dello sguardo – Collected Poems, 2015

Il racconto di John Berger sulla Casa delle Coazinzole:
Una casa sui monti sabini

Alcuni articoli che lo ricordano:

Perché John Berger è stato un insuperabile padre letterario, di G. Ricuperati, Rivista Studio

Vedere la poesia (di John Berger), di S. di Biasio, Un giornalismo un po’ etico

Go Ask the Time, Granta

Dietro l’arazzo – romanzo di Lenny McGee (tr. R. Duranti)

isbn dietro l'arazzo

Dietro questo codice a barre si nasconde Dietro l’arazzo, dietro cui continuerebbe a nascondersi Thomas Shelton, dublinese, che fu il primo al mondo a tradurre (e pure bene) il capolavoro di Miguel de Cervantes y Saavedra, se il suo conterraneo Lenny McGee, a distanza di quattro secoli, non l’avesse scovato  per narrarne la  storia di ribelle, esule, messaggero e primo traduttore del Don Chisciotte, risarcendolo della lunga oscurità.

dietro l'arazzo

Partendo dai (pochi) dati storici in nostro possesso e riempiendo i vuoti con la fantasia, Lenny McGee ci offre un racconto ricco di storia e di passioni che ci trasporterà nell’Europa tra il XVI e il XVII secolo, lacerata da conflitti, ma percorsa dall’insopprimibile esigenza di comunicare e condividere idee ed emozioni.

Le impressioni dei lettori:
Mi piace fin’ora perché l’autore non considera il lettore qualcuno da imbambolare, ma un complice attivo nello scoprire la vicenda…

La cosa più interessante è cercare di capire quali personaggi sono realmente esistiti e quali frutto di fantasia

Neanche un momento di noia, nonostante la mole

La recensione di Paolo Simonetti:
Il mio 2016 si chiude con una piacevole scoperta: «Dietro l’arazzo» di Lenny McGee, ottimamente tradotto, pubblicato e consigliato da Riccardo Duranti, la cui @CoazinzolaPress vola sempre più in alto.
Chi mi conosce sa che amo don Chisciotte – con cui mi sono sempre identificato, non solo per l’altezza e la “triste” figura dinoccolata; come potevo quindi non apprezzare questo romanzo, che racconta la vita dell’irlandese Thomas Shelton, il primo traduttore del capolavoro di Cervantes in inglese, vissuto a cavallo tra il sedicesimo e il diciassettesimo secolo?
La storia è ambientata tra Spagna, Irlanda e Inghilterra (con puntate anche in Italia) e procede con un ritmo serrato, attraverso un’alternanza di dialoghi, brani epistolari, email (nella cornice contemporanea della storia) e flussi di coscienza dei personaggi; ad essere bandite sono proprio le parti descrittive, quasi a voler negare una figura di narratore – o a mettere in scena diversi narratori che si passano il testimone di volta in volta. Tra i personaggi figura, oltre a Miguel de Cervantes Saavedra in persona, anche Will Shakespeare (e tra i cammei svelo solo quello di Lope de Vega!), stabilendo finalmente un collegamento tra i due padri della letteratura moderna: il creatore del romanzo e della paranoia, l’inventore dell’essere umano e del complotto. Ma a ben guardare la vera protagonista del romanzo è proprio la traduzione in tutte le sue forme, quel fenomeno paradossale che, se fatta come si deve, produce qualcosa “uguale ma diversa”.
I font originali – anch’essi uguali ma diversi – che si alternano tra le pagine rendono l’esperienza di lettura davvero agevole e contribuiscono a movimentare una trama già di per sé avvincente. E dopo la lettura, il dorso rosso carminio di quest’edizione raffinata e preziosa spicca con eleganza sullo scaffale della mia libreria – che in mancanza di arazzi risolleva decisamente il tono del mio salotto!

Anteprima: Dietro l’arazzo

In attesa dell’uscita, una prima furtiva anticipazione del romanzo in cantiere, Dietro l’arazzo
Alzando un angolo dell’arazzo, scopriamo un incubo! Ma non tutto il romanzo è così, per fortuna:

…Mi giro e rigiro nel caldo soffocante prima di addormentarmi solo per essere svegliato da strani sogni che tornano a farmi visita. Sempre la stessa vertiginosa scala a chiocciola che si innalza davanti a me, che diventa sempre più ripida man mano che mi ci arrampico al buio. Non riesco a vedere dove sto andando né posso tornare indietro perché ogni gradino, appena l’ho salito, smette di esistere: un secondo è sotto il mio piede, solido come pietra, regge tutto il mio peso, ma appena affronto il successivo, lo sento sbriciolarsi nell’abisso sottostante. Non posso fermarmi, perché temo che ceda all’improvviso mentre ci sto ancora sopra. Quindi sono costretto a continuare a salire, Continue reading

Stanze – poesie di Simon Marsh

Simon Marsh
STANZE

versioni italiane di Riccardo Duranti

stanze

Notte

I read somewhere
it will be alright
if only we
remove this
4-inch
masonry bit
lodged in
our hearts
if you’re looking
for rubble
you’ve come
to the right place
night crumples
& is gone

 

Notte

da qualche parte ho letto
che andrà tutto bene
se solo riusciremo
a eliminare
questa punta di trapano
da 4 per muratura
confitta nei
nostri cuori
se cerchi
macerie
sei venuta nel
posto giusto
la notte s’accartoccia
& non c’è più

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dicono di noi

https://internopoesia.com/2016/07/15/simon-marsh/

Amurusanza – poesie di Rino Cavasino

Rino Cavasino
AMURUSANZA

amurusanza
Amurusanza è amorosità, amorevolezza, piccolo dono, pensiero o segno d’affetto, “galanteria”, generosità. Un vecchio contadino offre in omaggio ai suoi più cari, fedeli clienti qualcosa di più del pattuito, in olio frutta ortaggi: così, per antico, radicato affetto, pi amurusanza; ugnìritu d’amurusanza: un dito d’amorosanza; gratuità; forse qualcosa, insieme, di meno e di più dell’amore. «Amore in quant’è dimostrato. Non ha i sensi troppo estrinseci e leggeri del modo amorevolezza»: Niccolò Tommaseo e Bernardo Bellini nel loro dizionario, sotto la voce †amorosanza; ultima delle accezioni †la donna amata. La parola italiana, nome astratto da amoroso, sul modello di amanza, è attestata già nel duecento in testi mediani e meridionali, col senso, affine a quello del siciliano, di atteggiamento amoroso o affettuoso, di benevolenza.

 

Na spìngula c’un parpagghiuni

Scrissi ntâ lingua di me matri e mmancu
idda capìu, ma soccu ntisi
cci parsi àrabbu turcu ggirmanisi.
Ogni llittra, ogni stizza chi ssazzài,
ch’arricugghivi dâ so ucca,
dâ mia niscìu bbabbeli siccitusa,
mutàngula, orva e ssurda. Idda
taliàu senz’accanùsciri
un fìgghiu stravïatu,
annïatu, arrivisciutu. Ogni llittra,
ogni vvìrgula era
na spìngula c’un parpagghiuni.

dal siciliano di Trapani

 

Uno spillo con una farfalla

Scrissi nella lingua di mia madre e neppure
lei capì, ma ciò che ascoltò
le parve arabo turco tedesco.
Ogni lettera, ogni goccia che assaggiai,
che raccolsi dalla sua bocca,
dalla mia uscì babele siccitosa,
mutastra, orba e sorda. Lei
guardò senza riconoscere
un figlio sperduto,
annegato, redivivo. Ogni lettera,
ogni virgola era
uno spillo con una farfalla.

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Il 15 ottobre 2016, consegnato a Rino Cavasino il Premio “Salvo Basso” per Amurusanza:
www.coazinzolapress.it/libri/rino-cavasino-vince-il-premio-salvo-basso-per-amurusanza/

La rassegna stampa:
www.coazinzolapress.it/libri/rassegna-stampa-rino-cavasino-vince-il-premio-salvo-basso/

Da FuoriAsse: Romanzi al Salone, 1: Kehlmann, Sacchini, Ciriachi

Riprendo, dallo Speciale di FuoriAsse dedicato al Salone del libro 2015, la prima parte dell’articolo di Claudio Morandini intitolato «Romanzi al Salone»:

Partirei dall’Incubatore, dove giovedì 14 la neonata casa editrice Coazinzola Press di Riccardo Duranti ha presentato i due suoi autori della collana di narrativa “Figmenti”, Fabio Ciriachi e Stella Sacchini.
Ciriachi, con Uomini che si voltano (2014) aggiunge una pensosa, spesso dolente e forse definitiva clausola alla trilogia della memoria (personale, collettiva) che va da Soprassotto (2008) a Le condizioni della luce (2013) attraverso L’eroe del giorno (2010). Romanzo a racconti non classificabile davvero come romanzo, e nemmeno come raccolta di racconti, Uomini che si voltano è il catalogo e la rivisitazione di testi di natura diversa, “esercizi di osservazione” che coprono un periodo che va dagli anni ’70 a oggi, nei quali si esercita un’instancabile capacità riflessiva nutrita di letture coltivate lungo un’intera vita (c’è anche, a suggellare il tutto, Chiudere il cerchio, il testo uscito nello speciale “Labirinti di parole” del 2013, fitto, intimo colloquio con il pensiero di Montaigne). A dare continuità a pagine tanto diverse è il timbro vocale di Ciriachi, quel tono pacato e ostinato, quasi mai sentenzioso, da poeta, che lavora inesausto attorno alle cose.

copertinafabio

È un incontro felice anche quello con la “bambina del letto in mezzo”, la protagonista del romanzo Fuori posto di Stella Sacchini, pubblicato sempre da Coazinzola Press. Concentrata, rimuginante, la bambina senza nome misura gli spazi e prende le distanze nell’ospedale in cui è ricoverata per via della spina dorsale “a forma di esse”. Insonne, determinata come una piccola Alice, quando è sola riveste ogni cosa, Continue reading